Atletica, Trofeo Giovani: Una vittoria per migliorare

Articolo di Eleonora Concina – 14 anni

 

Era il 14 aprile 2018, un caldo e soleggiato pomeriggio primaverile. Proprio in quel giorno si inaugurava l’inizio della stagione estiva con la prima prova del Trofeo Giovani a Spilimbergo.

 

Io dovevo gareggiare nei 1000 m per la ADS Polisportiva Libertas Tolmezzo con la mia compagna di squadra Lucia Adami.

 

Ero parecchio agitata, molto più del solito perché si trattava della PRIMA GARA SU PISTA DELL' ANNO, ma non solo... alle premiazioni venivamo premiate solamente i primi 3 classificati per ogni categoria.

 

I 1000 m cadette partivano intorno alle 19.20, ma io arrivai con largo anticipo per assistere al trionfo della staffetta 4 x 100 cadette. Le mie amiche erano state davvero bravissime conquistando il primo posto e un inaspettato RECORD sociale. Certo non sarei stata io a deludere il mio allenatore Franco contentissimo per il primato!

 

Iniziai con altri ragazzi il riscaldamento attorno alle 18.15, e nonostante l’afa decisi, per SCARAMANZIA, di indossare il mio completo da battaglia (calzettoni blu, maglia termica azzurra), che durante l'inverno mi aveva fatta andare incontro ad ottimi risultati!

 

Dopo qualche esercizio per la muscolatura entrai davvero nel pallone. Nella mia testa rimbombava solo la parola ANSIA e il mio cuore batteva velocissimo. Allo sparo poi... non potevo neppure pensarci...

 

Andai rapidamente a farmi mettere dalla mamma il pettorale numero 181 sulla canottiera di società e soprattutto a farmi allacciare le mie mitiche chiodate NEW BALANCE dal papà, altro rito benaugurale.

 

Feci qualche allungo e poi il giudice di gara ci venne a chiamare fuori dal cancello per accedere alla pista. Non eravamo in molte, solo 9, ma c'era LEI Giada Causero del Natisone. Per tutto l'inverno mi era stata un passo avanti solo uno, una manciata di decimi e centesimi. Dopo aver fatto l'appello il giudice ci posizionò sulla linea di partenza. Il cuore penso mi si sia fermato quando sentii il BOOM dello sparo.

 

Da quel momento in poi non pensai a nulla solamente alla corsa. Mi ritrovai dopo i primi 200 metri in testa. Giada si trovava proprio dietro di me. Sentivo la voce del mio allenatore ma non distinguevo bene le parole. Quando la campana suonò mi RISVEGLIAI. Mancava un giro. 400 metri ed ero ancora in testa ma per un soffio. Nella curva dei 300 metri una compagna di Giada le urlò di cambiare ritmo e qualcosa mi SCATTÒ in testa.Non volevo farmi superare adesso che mancava così poco. Iniziai a correre come non mai incoraggiata da Franco (Dai che ti čhapâ!)

 

All’arrivo mi BUTTAI a terra e SCOPPIAI a ridere per la gioia. Ero felice ed incredula allo stesso tempo. Lucia si classificò 3^ dietro a Giada.

 

Mio padre entrò dal cancello e mi prese in braccio felicissimo. NON sapevo dove avessi trovato l'energia per farcela.

 

Di lì a poco lo speaker ci chiamò alle premiazioni. Era una delle prime volte che salivo sul gradino più alto del podio ma la FANTASTICA SENSAZIONE era sempre la stessa. Quando sei lì non riesci a smettere di sorridere. SOLO SORRIDERE.

 

Io comunque rimango dell’idea che la frase "meglio partecipare che vincere" sia del tutto vera, e parlo per esperienza.

 

È sempre bello vincere e sfoggiare la medaglia d' oro, ricevere mille complimenti e scattarsi centinaia di foto ma secondo me è più soddisfacente metterti in gioco, alla prova, vedere fino a che punto possiamo arrivare, possiamo spingersi, confrontarsi con gli altri e lottare per migliorare ad ogni costo perché in fondo NESSUNO NASCE CAMPIONE.

 

Pubblicato il 30 luglio 2018