Ciclismo, 60 km di Arzene: La squadra viene prima della vittoria

Articolo di Silvia Piccini - 15 anni

 

Mi chiamo Silvia Piccini, ho quindici anni e pratico ciclismo a livello agonistico con A.C.D. Valvasone. Quest’anno faccio parte della categoria allievi, infatti sono allieva primo anno.

 

Ora vorrei parlare di una mia esperienza in una gara ciclistica su strada.

 

Il 27 maggio 2018 a San Lorenzo di Arzene al Tagliamento ho percorso con la mia categoria circa 60 km.

 

Appena arrivata sul posto di ritrovo saluto la mia squadra.

 

Ancora prima di concepire una vittoria in bici, si parla di squadra. Chi dice che nel ciclismo la squadra non conti, non è un ciclista. Per squadra si intende non solo le persone nella tua stessa squadra, a mio parere, ma anche dei genitori che sacrificano il loro tempo, gli allenatori e i direttori sportivi, perché senza loro non potresti diventare mai nessuno.

 

In seguito mi preparo indossando il vestiario per correre, prendendo le borracce piene di acqua e il gel, dati i numerosi km, con la mia compagna Aurora Gigante.

 

Siamo in squadra insieme da circa tre anni, anche se ci conoscevamo già prima. Non in tutti i casi tra compagne di squadre nascono amicizie e un rapporto basato sulla fiducia, per cui mi ritengo fortunata.

 

Al termine della corsa delle esordienti, ovvero la categoria prima delle allieve, iniziamo insieme il riscaldamento.

 

La tensione è sempre tanta, ma l’importante è divertirsi.

 

Questo è uno dei requisiti fondamentali, non solo nel ciclismo. Anche l’impegno e la costanza negli allenamenti lo sono.

 

Durante la misurazione rapporti e nel posizionamento, la tensione cresce sempre di più. Si hanno sempre grandi aspettative e grandi paure, nel mio caso di deludere le persone a cui voglio bene.

 

C’è anche tensione per la competizione e le sfide silenziose tra le atlete.

 

Dal momento del via del giudice alla fine della gara, siamo altre persone.

 

Dopo aver formulato i nostri obbiettivi, li vogliamo raggiungere.

 

In questa gara non sono arrivata bene, ma mi piace pensare che qualsiasi cosa sia successa, ci abbia insegnato qualcosa.

 

Se si vince, come vincere e le emozioni che si provano. Se ci si piazza nei primi dieci, cosa si ha sbagliato. Se non ci si piazza bene, che cosa correggere negli allenamenti e in ciò che pensiamo. Se non si arriva a fine gara, cosa cambiare.

 

Il ciclismo, più che uno sport è uno stile di vita. Ci insegna forse la cosa più importante: a non arrenderci mai.

 

Pubblicato il 18 giugno 2018