Ginnastica ritmica, Il successo del Saggio di Cordella

Articolo di Alice Cordella – 12 anni

 

Il 9 giugno 2017 ho fatto il mio primo saggio presso la palestra delle scuole medie di Porcia.

 

Il saggio consisteva nel ballare accompagnati dalla musica scelta dal mio gruppo. Ci esercitavamo da mesi per quel saggio ed ero molto nervosa e preoccupata di commettere errori.

 

Il giorno del saggio il mio cuore batteva a mille.  

 

Prima del grande momento ci siamo ritrovati nella palestra per le prove (andate molto bene).

 

Mancava veramente poco e non potevo fare a meno di continuare a preoccuparmi. Dopo le prove delle dalle 4 alle 5 ci hanno fatto tornare a casa per cambiarci e truccarci, per poi tornare in palestra alle 07:30.

 

Arrivata l’ora di partire da casa, la preoccupazione era oltre ogni limite. Sono entrata in palestra, mi sono cambiata è una signora molto simpatica si offerta di farmi lo chignon. Io ho accettato. La signora però non era molto brava ad acconciare i capelli, perciò sembrava avessi una specie di “coso” in testa. Dopo esserci cambiati, abbiamo fatto un’altra prova, andata altrettanto bene come la prima.

 

Era ora del saggio e con le mie compagne facevo lo stretching alla ringhiera.

 

Le pedane si erano riempite e ci hanno fatto sedere insieme agli altri gruppi di ginnastica ritmica: le senior, le bambine e noi. Le prime ad essere chiamate furono le bambine più piccole, venivano chiamate nome per nome e si mettono in fila. Facevano un giro della palestra “elegantemente” e iniziavano l'esibizione. Appena finita (andata meravigliosamente) tornarono al loro posto e chiamarono noi. Appena pronunciarono il mio nome, ero super preoccupata. Abbiamo fatto il giro ed abbiamo iniziato.

 

Ho cercato di non preoccuparmi, mi sono rilassata e ho fatto l'esibizione (con qualche sbaglio).

 

Ce l'avevo fatta mi sentivo bene. Alla fine, è toccata alle Senior. Anche loro hanno fatto qualche sbaglio e mi sono rilassata perché avevo capito di non essere l'unica ad aver sbagliato. Ho capito che tutti sbagliano. Insomma, un’esperienza unica.

 

 

Pubblicato il 27 luglio 2018