Il Torneo minirugby di Fogliano

Articolo di  Davide Scorzato - terza elementare

 

Le belle giornate iniziano con la sveglia che suona la mattina. Fuori è ancora buio, ma io sono emozionato perché oggi partecipo al Torneo minirugby di Fogliano a Redipuglia. Mi chiamo Davide e io e la mia squadra, il Fontana Rugby, ci siamo emozionati tantissimo a partecipare a questa manifestazione insieme a tantissimi bambini di altre società. Oltre a noi del Fontana Rugby c’erano: Rugby San Donà, S. Marco Rugby Venezia Mestre, Venjulia Rugby Trieste, REP Rugby Trieste, Rugby Portogruaro, Juvenilia Bagnaria Arsa Rugby, Rugby Udine Union, Rugby Club Monfalcone, Gorizia Rugby e i padroni di casa del Rugby Fogliano. In totale eravamo circa 300 atleti che ci siamo sfidati sui campi da rugby di fronte al Sacrario di Redipuglia.

 

Quel giorno prima di giocare, tutte le squadre del Torneo hanno partecipato a una cerimonia in memoria ai caduti, in occasione del centenario della fine della Prima Guerra Mondiale. Si vedeva una grande scia di bambini colorati, tutti con altezze e magliette diverse, nella forma e nei colori: un arcobaleno silenzioso che lentamente proseguiva il suo cammino. Le persone in cima sembravano formiche che avevano costruito quel enorme e grandissimo santuario, e di fronte si vedeva una grande distesa di prati d’erba con due “acca” e tanto fango che straripava dal soffice muschio. Sopra al Sacrario ci sono tre croci veramente giganti al confronto delle persone a lato.

 

I bambini della squadra del Rugby Fogliano erano davanti alle altre squadre con il viso rivolto verso quel mare di persone che fissavano immobili la cerimonia. In memoria dei caduti in guerra, viene così depositata una corona ai piedi del Sacrario, davanti a diverse autorità, cittadini, noi piccoli atleti e a tanti fotografi.

 

Alla fine ci siamo spostati sui campi di gioco, e abbiamo iniziato a riscaldarci. Tra un esercizio e l’altro ero eccitato all’ idea di affrontare tante squadre forti, soprattutto quelle venete che solitamente giocano molto bene. La prima partita, anche se abbiamo perso tre mete a zero contro la fortissima squadra del S. Marco Rugby, ci siamo divertiti perché abbiamo placcato continuamente gli avversari, facendo una bella figura con il nostro coach. La seconda partita abbiamo affrontato il Rugby S. Donà, che alla fine del Torneo è risultato il vincitore. Loro erano velocissimi, e riuscivano a sfuggire alla nostra difesa, riuscendo così a farci ben sei mete. Non ci siamo però abbattuti e le partite successive ci siamo scatenati come piccole belve, riuscendo a pareggiare con Udine Union e con la seconda squadra del S. Donà, per poi vincere contro il Juvenilia Bagnaria Arsa/ Gorizia e il Portogruaro/ REP Trieste.

 

Finiscono così le partite iniziali del girone, e la fame per la fatica fatta, faceva ruggire i pancini di noi piccole belve. Inizia allora il famoso “terzo tempo” del rugby: pasta al pomodoro, tanto formaggio e se non era abbastanza le mamme di noi atleti avevano preparato panini, dolci e torte per sfamare un esercito di rugbisti. Ci siamo poi rilassati con amici, giocando in compagnia prima delle finali.

 

Eccoci all’ ultima partita. Ci riscontriamo con la seconda squadra del Rugby S. Donà nella finalina per il quinto posto: stavamo pareggiando due mete a due alla fine della partita. Sono così iniziati i tempi supplementari, ma la “golden meta” non è stata nostra. Gli avversari sono stati più forti di noi, però siamo comunque entusiasti per esserci scontrati fino alla fine in una partita combattutissima. Tutti in cerchio in mezzo al campo di gioco, abbracciati tra compagni e avversari, con i capitani al centro del cerchio, abbiamo urlato al cielo il nostro grido che solitamente fa impazzire il pubblico: “…per il rugby Hip Hurrà”. Il mio urlo stridulo e potente, mi faceva avere l’attenzione di tutti: infatti il mio soprannome è “Spaccatimpani”.

 

A fine giornata durante le premiazioni, vedevo tutti i bambini con lo stesso colore: quello del fango! Eravamo talmente uguali che credevo di aver vinto io il Torneo, perché non si vedevano più i loghi delle società. Mi sono proprio divertito.

 

 

Pubblicato il 17 aprile 2018