Scherma, Trofeo Renzo Nostini: Ogni sconfitta è un punto di partenza

Articolo di Nicolò Granziera - 14 anni

 

Era il 21 maggio 2018 e mi trovavo a Riccione con Papà e mamma per la gara più importante dell’anno schermistico delle categorie GPG ( Gran Premio Giovanissimi): Il “ Trofeo Renzo Nostini”. 

 

L’atmosfera che si respira durante questo evento  è molto particolare e l’organizzazione è come quella di una gara delle categorie degli assoluti. Io ho 14 anni e sono uno spadista della categoria allievi.

 

Ero molto agitato perché c’erano almeno duecento ragazzi della mia età che gareggiavano.  Appena sono entrato nella palestra dove dovevo iniziare i gironi sono corso subito a cercare i miei amici, per stare un po’ in loro compagnia e  per distrarmi dall’ansia della gara.

 

Mezz’ora dopo il mio arrivo, sui monitor disposti lungo il corridoio,  erano esposte le liste  dei gironi. (Ogni girone consiste in un gruppo di sei o sette schermidori che si affrontano l’un l’altro. Alla fine di tutti gli assalti viene calcolato un punteggio sul quale è stilata una classifica  che determina  le coppie di schermidori che si affronteranno alle prime dirette). Io ero nel secondo  girone, c’erano sette ragazzi compreso me e uno di quelli era il mio rivale n 1, un ragazzo della mia età che ho incontrato molto spesso in questi anni alle Interregionali. Conclusi gli assalti con due vittorie e quattro sconfitte e ciò mi penalizzò   già alle prime dirette.

 

Andai ai 128 esimi  contro uno schermidore che mi mise abbastanza in difficoltà  ma, sotto la guida e la sollecitazione del mio maestro Mihail Banica,  vinsi l’incontro quindici a quattordici.  Una volta finito, per sfogare tutta l’adrenalina che avevo accumulato per recuperare lo svataggio iniziale di sei punti,  mi misi a piangere sulle spalle di mio padre. La tensione era alle stelle, volevo vincere e speravo in cuor mio di far gioire il mio maestro con il quale ho lavorato per un anno intero.

 

Ai 64 esimi mi trovai difronte un ragazzo molto alto , non l’avevo mai incontrato. Cominciò a segnare parecchi punti ed io ero in netto svantaggio, l’adrenalina che avevo in corpo mi aveva completamente bloccato e soppravvalse la paura di perdere. Non riuscii più ad essere abbastanza lucido per ascoltare i consigli del mio coach che soffriva con me a bordo pedana. Persi l’incontro e avevo il timore di di aver deluso i miei maestri e la mia famiglia che contavano su di me.

 

Preso dallo sconforto del momento feci una cosa di mia abitudine quando ho bisogno di respingere la rabbia e il dolore : andai a mangiare!!!!  

 

E’ stata comunque un’esperienza indimenticabile, per l’atmosfera respirata e perchè ho trascorso due bellissimi giorni con il gruppo di scherma e i miei maestri. Questa sconfitta mi ha fatto capire che devo allenarmi molto di più per ottenere risultati migliori. Ogni sconfitta è anche una vittoria perchè ci permette di ricominciare per fare sempre meglio.

 

Pubblicato il 30 giugno 2018