Scherma, Una sconfitta per vincere in futuro

Articolo di Lorenzo Neri – 13 anni

 

Lo sport che amo e pratico è la scherma.

 

Vi racconterò come si svolgono le classiche gare di fioretto e vi illustrerò i fatti di una gara a cui ho partecipato questa primavera: il “Trofeo del Riso” svoltosi il 31 marzo 2018 a Isola della Scala (VR).

 

La mia esperienza in questo sport è iniziata sei anni fa quando mi sono iscritto al Club Scherma Pordenone, squadra in cui mi sono integrato immediatamente e che mi ha portato ad affrontare numerose competizioni.

 

Di solito le gare all’inizio sono tutte uguali: arrivi, aspetti i tuoi amici, ti cambi mentre i tuoi genitori fanno il controllo delle armi, ti riscaldi con i tuoi compagni… insomma, c’è un bel clima di gruppo. Ecco, una cosa che in ogni gara mi fa arrabbiare è il fatto che quando annunciano al microfono la pedana in cui devi andare non si sente mai nulla a causa dell’eco.

 

Un altro problema che mi affligge è che io ho tredici anni, il che significa che sono nella categoria dei ragazzi, il che significa che devo affrontare quelli di terza media, il che significa che sono “fregato”: infatti, dopo aver capito le indecifrabili parole al microfono ed essere arrivato alla pedana, vedi uno o due energumeni che al solo pensiero di combattere ti viene un dolore allo stomaco. Quindi se vi chiedete quale sensazione provo durante una gara, la parola che mi viene più spontanea è “paura”.

 

Ora veniamo alla gara che vi ho anticipato. Arrivato alla pedana per dare inizio al girone, vedendo i miei avversari combattere tra loro mi sono reso conto che erano abbastanza forti.

 

Mi ricordo che il girone non è andato male: anche se ho bruciato delle occasioni ho vinto qualche incontro con avversari parecchio bravi.

 

Dopo il girone ci sono le dirette, in cui devi vincere, altrimenti vieni eliminato.

 

Purtroppo mi sono dovuto scontrare subito con un avversario molto agguerrito: tra la pressione e il maestro che sbraitava verso di me ero parecchio in difficoltà, ma sono sempre riuscito a tener testa al mio avversario anche se era leggermente in vantaggio.

 

Con l’incoraggiamento del maestro ho iniziato a trotterellare velocemente verso il nemico inficcando il fioretto dritto nella sua spalla; ero 13 a 14. Mi mancavano due punti per vincere. Ma mi sono trovato impreparato a quello che sarebbe stato l’ultimo “pronti, a voi” di quella gara… prima che me ne rendessi conto il mio avversario aveva segnato. Mi sono arrabbiato molto, ma poi in macchina ho realizzato che da quella gara potevo uscire a testa alta.

 

Pubblicato il 26 luglio 2018