Basket. Una vittoria sudata per il Torre

Articolo di Gianmarco Chiaviello – 12 anni

 

 UNA PARTITA DI BASKET

 

È sabato pomeriggio, e alle 15.30 devo presentarmi al Torre Basket perché ho una partita in casa contro il Portogruaro. Il nostro mister Marco ci fa arrivare almeno quaranta minuti prima perché dobbiamo riscaldarci facendo esercizi e corsa. Dopo di che ci raduna in gruppo per darci le “ultime ritte “sulla partita.

 

Normalmente non chiama mai tutti, per partita ha bisogno solo di 12 bambini. Verso le quattro ecco il suono che annuncia l’inizio della partita. Marco ci divide in due squadre da cinque, più due riserve. I primi cinque scendono in campo, gli altri stanno in panchina a tifare e capire gli errori dei compagni. Marco ci ripete sempre: “Non mi interessa anche se non vincete, l’importante è che capiate gli errori e il gioco”.

 

Io sono nel secondo gruppo, quindi assisto al primo tempo dalla panchina. Sta andando molto bene, siamo già in vantaggio.

 

Di solito giochiamo quattro tempi da otto minuti. I minuti scorrono velocemente, due compagni segnano altri due canestri portandoci sempre più in vantaggio. Il primo tempo finisce.

 

Con l’inizio del secondo scende in campo la seconda squadra, tra qui ci sono anch’io. Il mio ruolo è l’attaccante ed è molto importante. Inizio subito rubando la palla agli avversari e mi dirigo più velocemente che posso a canestro ma cercano di stopparmi, così la passo a chi è più vicino sperando tiri e segni.

 

La partita procede con altre azioni simili, anche gli avversari fanno qualche punto. Siamo quasi alla fine del secondo tempo, sempre in vantaggio e io ho segnato sei punti. C’è una pausa di otto minuti perché poi ci sarà cambio campo.

 

Suona l’inizio del terzo tempo. La prima squadra scende in campo prendendo subito possesso della palla. Ci sono molte azioni tra noi e loro ma riusciamo sempre a superarli. I ragazzi iniziano a essere stanchi perché fanno tutto il campo correndo per otto minuti. Finisce anche il terzo tempo.

 

Ora rientro io con l’ultimo. Gli avversari sono molto agguerriti e fatichiamo parecchio a prendere palla. Segnano alcuni punti salendo leggermente di punteggio. Ogni tanto qualche mio compagno fa dei falli regalando tiri liberi agli altri. Io prendo la palla e corro come un pazzo verso la meta cercando di fare canestro con una schiacciata.

 

Abbiamo vinto. Siamo tutti molto felici. Salutata la squadra avversaria, ci riuniamo a centro campo per l’urlo simbolico del Torre Basket e andiamo in spogliatoio a festeggiare.

 

Pubblicato il 20 giugno 2019